L’INCONSCIO E’ LA MACCHINA DEL PADRONE (2009)

SOMMARIO: La psicoanalisi si occupa di linguaggio, ma non solo di linguaggio verbale, e ha i suoi effetti là dove il linguaggio non arriva a coprire tutto, ad esempio sul corpo. L’inconscio, scopre Lacan, è strutturato come un linguaggio, cioè è una combinatoria di elementi discreti. Il discorso dell’inconscio è isomorfo al discorso del padrone. Conoscerlo è un modo per acquistare padronanza, ma occorre poi farsi dirigere dal proprio desiderio per essere davvero antagonisti al padrone, nonché al proprio inconscio.
La macchina del padrone non può produrre che godimento, unico argine e spazio di felicità del soggetto è dato invece dal desiderio, la sua personalissima cifra. Il desiderio è definito da Lacan, quel che resta della domanda una volta soddisfatto il bisogno, non è quindi pura questione idraulica o energetica, ma anche di logica, e topologica. Occorre che la madre non si accontenti di soddisfare i bisogni, ma accompagni la loro soddisfazione con la cifra della sua mancanza, con la sua versione dell’amore.
Con la cura il sintomo passa ad essere punto di forza piuttosto che centro della lamentela. Non solo con la cura, naturalmente, ma con una decisione, da rinnovare ogni giorno, più volte al giorno!

di Piergallini Annalisa

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