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Le Interviste di Psycommunity

Riccardo Capozzi

La ricerca sul Counseling on line


Riccardo Capozzi

Il dottor Riccardo Capozzi, Coordinatore della Sezione Normative e Codici di Psycommunity, ci parla della Ricerca sul Counseling on line, di cui è Direttore scientifico.

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La ricerca sul Counseling on line

Presentazione

Il dottor Riccardo Capozzi è laureato in Psicologia sperimentale e specializzato in Psicoterapia Psicoanalitica.
E’ dottore in ricerca in metodologia delle scienze sociali.
E’ staff member di Psycommunity, Responsabile della Sezione Normative, Procedure e Codici

Riccardo, grazie di aver voluto rispondere alle nostre domande. Sappiamo che sei autore di un’importante ricerca sperimentale. Vuoi parlarcene?

Ho effettuato una ricerca sperimentale per valutare gli effetti della psicoterapia psicoanalitica. Questi effetti sono stati valutati sia a breve che a medio e lungo termine, dimostrando come la durata della psicoterapia psicoanalitica consentiva, non solo una riduzione dei sintomi psicopatologici, ma anche una maturazione sul piano della personalità e della relazione. In questa ricerca sono stati utilizzati due indici da me costruiti: l’Indice del Cambiamento Terapeutico e l’Indice della Percezione dei Sintomi. Utilizzando tali indici è stato possibile quantificare in modo poi possibile per analisi statistiche successive tutte le sedute fatte nel corso di una psicoterapia psicoanalitica. L’arco temporale che è stato necessario per effettuare la rilevazione di tutti i dati di queste sedute è un arco temporale molto lungo, poiché parliamo di circa venti anni circa e quindi di un numero molto ampio di registrazioni che hanno consentito poi di verificare come l’efficacia della psicoterapia psicoanalitica è praticamente crescente in base al numero di anni di psicoterapia.

Si tratta di una ricerca sulla psicoterapia off line. Ritieni possibile trasferire la tua esperienza in una ricerca sulla psicoterapia on line o sul counseling on line, e, se sì, qual è la panoramica nazionale e internazionale rispetto a questa esperienza?

Questa è una domanda molto interessante ed è praticamente la sfida che stiamo cercando di portare avanti con il nostro progetto di ricerca. Sicuramente l’approccio sperimentale alla psicoterapia può essere condotto in modo molto efficace sia se la psicoterapia è effettuata in un contesto di setting tradizionale, che noi definiamo psicoterapia off line, sia nella psicoterapia on line o counseling on line; in questo caso gli stessi Indici che sono stati utilizzati per la psicoterapia tradizionale, quello relativo al Cambiamento Terapeutico e quello relativo alla Percezione e alla Misurazione dei Sintomi, possono essere riproposti nell’ambito di una ricerca sulla psicoterapia on line.
Prima però di entrare nei dettagli delle possibilità metodologiche, quello che ci interessa è capire il significato della ricerca sulla psicoterapia on line. In campo internazionale sono state condotte molte ricerche veramente interessanti che hanno sottoposto a verifica sperimentale vari approcci psicoterapeutici on line, sia effettuati tramite e-mail, sia tramite chat scritte, sia tramite videoconferenza vera e propria. Diciamo che è difficile poter riassumere in un significato unico tutti questi risultati, sia perché sono numerosi, sia perché spesso sono anche un po’ controversi. Certamente è stato dimostrato che la psicoterapia on line ha una efficacia sua particolare, soprattutto quando si tratta di proporre la psicoterapia a delle persone che non hanno la possibilità di accedere a un servizio clinico vicino casa o comunque di facile reperibilità. Ad esempio sono state fatte ricerche con persone che negli Stati Uniti si trovavano a molti chilometri di distanza da centri clinici e che, fruendo della possibilità di psicoterapia on line in videoconferenza, praticamente riuscivano ad ottenere dei risultati quasi confrontabili o comparabili con la psicoterapia tradizionale.
Purtroppo in Italia la situazione non ha una ricchezza di contributi sperimentali paragonabile a quella dei Paesi anglosassoni o anche di Israele. Pertanto, le poche ricerche che sono state effettuate non hanno offerto la possibilità di un confronto sperimentale tra la psicoterapia on line e la psicoterapia off line, in modo da mettere a confronto in maniera metodologicamente valida e affidabile questi due contesti clinici.
Per questo noi stiamo proponendo a tutti i colleghi che intendono contribuire a questo lavoro un approccio a una ricerca italiana che probabilmente sarebbe una delle prime a riscuotere l’interesse per il confronto che verrà fatto tra il contesto clinico on line e quello off line.

Quali sono le caratteristiche del progetto di ricerca che state elaborando?

La ricerca sul counseling on/off line intende per la prima volta probabilmente in Italia fare un confronto metodologicamente corretto, con una impostazione quindi sperimentale, fra il contesto clinico che avviene nel modo tradizionale e un contesto clinico che invece avviene con metodologie on line, tramite Internet.
Naturalmente, prima di entrare nel dettaglio della ricerca chiederemo tutte le necessarie autorizzazioni agli Ordini, in modo da far sì che questo non contrasti con i vari codici di condotta regionali o con l’ispirazione deontologica nazionale.
Lo spirito della ricerca è uno spirito “open”, nel senso che tutti i colleghi che vi parteciperanno e che daranno il proprio contributo personale, saranno anche autori della ricerca.
Un altro principio, oltre a quello di essere open, come dicevo, è che la ricerca non propone un unico metodo di rilevazione dei dati, quindi non solo un metodo di tipo qualitativo, ma anche metodi di tipo quantitativo. A questo scopo vengono ripresi gli Indici di cambiamento Terapeutico e di Percezione dei Sintomi che già prima avevamo annunciato riguardo la ricerca sulla psicoterapia psicoanalitica in setting tradizionale.
Un altro elemento utile che va considerato è come questa ricerca non ha un finanziatore, uno sponsor, o un promotore, ma nasce dalla volontaria contribuzione di ciascuno psicologo, proprio per amore della scienza e amore per la possibilità che la psicologia ha di aprirsi a nuovi metodi e a nuove realtà professionali. Quindi è proprio una passione che ci porta a iniziare un lavoro così impegnativo, sia scientificamente che sul piano clinico.

Puoi parlarci delle ipotesi della ricerca?

Le ipotesi che guidano questa ricerca riprendono quelle che generalmente sono state avanzate nel campo della letteratura sulla ricerca sulla psicoterapia e sul counseling on line: valutare l’efficacia della psicoterapia, del counseling on line, confrontandola con quella del counseling off line. In particolare, noi facciamo l’ipotesi che questo confronto possa portare a degli effetti comparabili, cioè, che coloro che beneficeranno del supporto psicologico on line possano ottenere degli analoghi risultati, in termini di riduzione dei sintomi e trasformazione della loro capacità di vivere e delle loro relazioni e sul piano della personalità, rispetto a quanto accade a coloro che invece hanno esperienze off line.
Queste sono naturalmente delle ipotesi ad ampio respiro, perché attualmente dal il panorama italiano non abbiamo alcun riscontro sperimentale che ci offra la possibilità di muoverci verso ipotesi puntuali più precise, proprio per la mancanza di letteratura nazionale sull’argomento. E’ vero che esistono letterature in altri paesi, però ogni contesto socio-culturale ha sue specificità, quindi, per poter fare delle ipotesi più mirate, avremmo avuto la necessità di avere già degli studi riguardo l’argomento. Pertanto, noi ci muoviamo su ipotesi di ampio respiro, cioè che un’esperienza clinica on line sia sostanzialmente equivalente a quella off line.


I futuri pazienti sperimentali potranno scegliere se essere seguiti da un terapeuta on line o off line, oppure questo verrà stabilito dalla ricerca?

Questa è una domanda molto importante poiché ci consente di fare una precisazione. Tutti coloro che parteciperanno a questa ricerca, sia operatori, quindi psicologi, sia pazienti che si sottoporranno agli interventi, saranno tutti soggetti volontari. Nessuno, pertanto, avrà la possibilità di scegliere se sottoporsi a una terapia o ad un’altra. Verrà effettuata una randomizzazione e tutti i soggetti verranno affidati o a una psicoterapia on line o a una psicoterapia off line, seguendo una casualizzazione tipica della ricerca. Il progetto di ricerca prevede inoltre che i colleghi che parteciperanno, pur esprimendo un proprio orientamento rispetto all’approccio on line o off line, non possano scegliere un singolo approccio, cioè se effettuare trattamenti solo on line o solo off line. Dovranno invece effettuare sia gli uni che gli altri, affinché ogni collega che si propone come consulente dia il suo contributo in entrambi gli ambiti clinici. Questa scelta consente di ridurre la variabilità individuale del singolo terapeuta, perché ogni terapeuta sarà artefice sia di terapie on line che di terapie off line.

Quali tempi prevedi per la realizzazione dell’intera ricerca?

Questa ricerca intende essere molto rigorosa e, per poter essere affidabile, sia nei metodi che vengono utilizzati, sia soprattutto nei risultati che arriveremo a discutere, si prevede almeno un minimo di sei mesi di trattamento.
Molte altre esperienze che sono state condotte, soprattutto di matrice anglosassone, sono state brevi, della durata di un mese, al massimo due mesi. Noi intendiamo realizzare sei mesi di consulenza psicologica on line e off line.
In sei mesi possiamo evidenziare alcuni effetti di cambiamento, sia in termini di personalità che in termini di problematiche e verificare effettivamente se la psicoterapia o il counseling on line sia comparabile con il counseling off line, ovvero se, come molti colleghi sono forse per abitudine portati a pensare, il vis à vis sia più efficace rispetto a una videoconferenza.
Questo per quanto riguarda la ricerca in termini stretti relativamente alla durata del counseling.
Per quanto riguarda i tempi di svolgimento della ricerca in senso complessivo, dobbiamo tenere conto dei tempi necessari alla formazione dei colleghi che dovranno poi occuparsi dei trattamenti, e della formazione di altri colleghi che poi avranno semplicemente il compito di valutatori dei trattamenti. Infatti, noi avremo due gruppi di colleghi, quelli che si occuperanno dei trattamenti e quelli che si occuperanno solo della valutazione. Questa scelta proprio per far sì che non vi siano interferenze nella valutazione nelle aspettative di coloro che già hanno effettuato il trattamento.
Poi è previsto un periodo in cui verranno valutati i risultati, quindi il tradizionale trattamento statistico dei dati con programmi di elaborazione statistica, e poi ancora un periodo di riflessione sui risultati.
A quest’ultima fase potranno partecipare tutti coloro che hanno dato un contributo diretto, in modo che la discussine sia il più possibile corale e interdisciplinare, considerando che i colleghi avranno ciascuno una formazione psicoterapeutica diversa dall’altro.
In conclusione pensiamo che un paio di anni siano il tempo necessario prevedibile per partire con la ricerca, dalla messa in pratica del progetto che già esiste, fino al momento in cui verrà poi redatto un documento e potremo vedere i risultati finali di questa ricerca.
La ricerca, una volta giunta alle sue conclusioni e scritta in modo tradizionale secondo i canoni della ricerca scientifica, sarà disponibile per tutti coloro che sono interessati a leggerla, sul sito di Psycommunity. Questo perché il progetto, open nell’impostazione e nella realizzazione, lo sarà anche nella conclusione.
Ciascuno potrà poi leggere i risultati e farsi un’idea del lavoro e questo credo che sia un contributo importante che noi diamo – lo ripeto – solo per passione della ricerca sulla psicoterapia on line.

Ti ringraziamo e ti auguriamo buon lavoro.

Intervista a cura di Patrizia Belleri

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